domenica 12 maggio 2013

Il potere dei più buoni



La situazione è alquanto paradossale. Prima c’era l’esecutivo Monti. Sostenuto da PDL, PD, e appendicoli centristi vari. Nel periodo elettorale tutti a parlar male dell’esecutivo Monti. Ne prendevano le distanze il PDL, il PD e lo stesso Monti ipotizzando la  rivisitazione di tasse e balzelli vari, in sostanza diceva  “ che schifo il governo Monti”. Oggi abbiamo un governo a guida PD e sostenuto dal PDL e da Monti che, nella tornata elettorale, si è nel frattempo fagocitato quello che rimane di quei quattro sfigati di centristi. Qualcuno mi spieghi cosa è cambiato. Hanno sostituito un Bildelberg con un altro Bildelberg. Quello nuovo si è presentato in parlamento con un discorso in cui prospettava un prossimo futuro ricco di magnificenze. Bloccare il pagamento IMU sulla prima casa, risolvere il problema degli esodati, non aumentare l’aliquota IVA, dare una soluzione al problema della disoccupazione in special modo di quella giovanile, ed altre cosucce simili sul fronte economico. Insomma roba da stropicciarsi gli occhi. Non ha chiarito dove intendeva prendere i soldi e già questo lasciava un po’ perplessi.  Poi ha reso plasticamente evidente che il tutto era un bluff, andando a tranquillizzare la Merkel. Che frau Euro stesse pure tranquilla, il nuovo/vecchio governo italiano intendeva mantenere in essere gli impegni presi con l’Europa.  E dunque è ancora da considerarsi roba buona l’adesione al MES, il pareggio di bilancio in Costituzione, il Two Pack ed altre trappole varie. Ergo, niente è cambiato. Le politiche sono e rimarranno le stesse. Perché lo capisce anche uno come me che se non ci riappropriamo della sovranità monetaria, se non siamo padroni della emissione di una moneta a credito e non a debito come l’euro, non si verificheranno mai le condizioni per dare una raddrizzata alla barra. Con il nuovo Bildelberg a palazzo Chigi verrà utilizzata un po’ più di scaltrezza per far digerire le solite manovre, la scuola democristiana a differenza dell’arroganza dei tecnocrati, serve anche a questo. Ma in sostanza niente cambierà. Verranno lanciati ballon d’essai, così tanto per vedere che vento tira, ma non facciamoci illusioni. Il popolo dei gonzi si interesserà e si scalderà su argomenti pilotati astutamente. Che non incidono minimamente sul vero e reale progetto che i centri di potere massonico-finanziario hanno fatto sulla comunità nazionale. E già ne abbiamo visto qualche esempio. Il niet sulla presidenza a Berlusconi della nuova bicamerale. Ridando fiato con un colpo solo all’infinita polemica tra berlusconiani e antiberlusconiani. Oppure lo spostamento di deleghe alla Biancofiore dando il contentino alla “società civile” che avanza. In fondo questo è un esecutivo composto in massima parte di emerite nullità, personaggi di seconda o terza fila. Tanto debbono solo prendere ordini, mica pensare. Esagerazioni ? Non credo proprio. Ad esempio alle politiche agricole c’è la PDL De Girolamo. Ai più conosciuta per le comparsate televisive e per essere la moglie del deputato PD Boccia che, non certamente, per le analisi politiche sin qui enunciate. Allo sport e pari opportunità la “tedesca” Iosefa Idem, grande atleta della canoa, ma al di là della immensa forza messa nel pagaiare ( è un prodotto della scuola sportiva della Germania est, con le luci ed ombre che tutto questo significa)  ricordo di lei la dichiarazione contro Grillo all’indomani delle olimpiadi londinesi http://olimpiadi.corriere.it/2012/notizie/9-agosto-josefa-idem-ritiro-_d431236a-e206-11e1-81e3-b1fe4cfc8e55.shtml «Le Olimpiadi trionfo del nazionalismo? Grillo è un patacca», commentava così la Josefa le parole di Beppe Grillo sul patriottismo alle Olimpiadi aggiungendo che  «Tra l'altro questa è una nazionale con un'alta percentuale di atleti nati altrove. Siamo un paese che si emoziona per le Olimpiadi ma non per questo andiamo a invadere e a fare delle guerre.  Le Olimpiadi trionfo del nazionalismo? Grillo è un patacca». Forse la Josefa aveva ancora gli occhi disturbati dagli spruzzi d’acqua provocati delle sue pagaiate e non si era resa conto che l’Italia stava, e sta, partecipando a guerre di occupazione su mandato USA e ONU.  All’integrazione c’è la “congolese” Cècile Kyenge che reclama con insistenza lo ius soli . Forse la neo ministra pensa alle oltre mille donne stuprate giornalmente nel Congo, e come soluzione intravede un passaporto italiano; mettendo cosìle premesse per un nuovo tipo di turismo. Quello delle clandestine in cinta come le ha evidenziato il suo stesso compagno di partito, il Presidente del Senato Grasso. http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/articoli/ContentItem-60058314-e3d1-4d57-8e73-f24f67a28591.html
Insomma ognuno ha fatto la sua pisciatina ed ha segnato il territorio, per quello che può valere. E tutte queste mezze calzette non valgono un fico secco. Chi veramente vale e conta è Enrico Letta uomo delle organizzazioni transnazionali che mirano alla costituzione del Nuovo ordine Mondiale. Chi vale e  conta è Saccomanni al bilancio, padre costituente dell’euro e uomo della banca privata denominata Banca d’Italia. Chi vale e chi conterà sempre più, considerando l’evolversi della situazione internazionale, è quel soggetto socialmente pericoloso che risponde al nome di Emma Bonino, messa in un ministero  chiave quale quello degli Affari esteri. La Bonino è soggetto socialmente pericoloso in quanto espressione della volontà, alla pari del premier Letta, di quei circoli e conventicole che stanno apparecchiando il tavolo per la realizzazione del nuovo ordine mondiale. Da portare avanti con le guerre umanitarie di cui la Bonino è una sfegatata sostenitrice. Non fatevi fregare da quella leggenda metropolitana che la vuole dipingere come pacifista. In verità in una intervista rilasciata il 25 luglio 1995 al Corriere della Sera la stessa Bonino affermò che  Sia chiaro: non sono pacifista, non sono per la pace ad ogni costo, soprattutto quando il costo è qualcun altro a pagarlo e a questo prezzo. Sono, invece, per la supremazia del diritto ad ogni costo, ed è amaro doversi arrendere all'evidenza che esistono circostanze storiche in cui la difesa della legalità non può essere affidata, ancorché temporaneamente, che all'uso delle armi”. E dunque che guerre siano, ma perbacco almeno chiamiamole umanitarie. Questa è l’ipocrisia dei tempi moderni. Di cui la neo ministra ne è degna rappresentante. E’ una paladina dei diritti umani, un po’ meno degli umani. Specialmente se aspiranti bambini. In questo caso rivelò una insospettabile inventiva. Con l’utilizzo di una pompa per biciclette realizzò un marchingegno adatto all’interruzione della gravidanza e mise in piedi una reclamizzata attività come la foto testimonia. 


 Visto che funzionava perché fermarsi agli aspiranti bambini, la cosa poteva benissimo essere estesa agli umani che rifiutavano di conformarsi alla sua ideologia. Per non sembrare razzista, ma darsi un’aria da “liberal” ha sempre rivestito queste sue iniziative tese allo sterminio di popolazioni come campagne di difesa dei diritti. E così di volta in volta strillando contro qualcosa ha contribuito alla morte di centinaia di migliaia di persone sotto le democratiche ed umanitarie bombe all’uranio impoverito dell’occidente. Serbia, Kossovo, Iraq, Afghanistan, Libia sono cimiteri creati nel nome dei diritti di cui la Bonino si sente una predicatrice. Ed oggi si sta adoperando per allungare la lista con la Siria, domani chissà con l’Iran dove le donne utilizzano ancora l’odiato chador. La Bonino è socia di diritto di quei club o logge che come in un giochino ad incastro vedono la compartecipazione di Soros, dei Rockfeller di Goldman Sachs ecc.ecc.  Il cui fine ultimo è la creazione del “villaggio globale”. E la nostra ministra ce lo ricorda ad ogni occasione.  Come ha fatto  a Firenze in questi giorni durante la Conferenza internazionale “ The state of the union” dove ha sciorinato il solito mantra mondialista “ Libertà di commercio vuol dire anche libertà di movimento il fenomeno migratorio arricchisce sia i paesi d'origine sia quelli di destinazione, quando la paura ed il pregiudizio non prevalgono".



Diritti, ancora diritti che servono da paravento a progetti criminali. In queste poche parole c’è l’essenza del progetto globalizzatore portato avanti dai centri di potere massonico finanziario. Dove il passaggio essenziale è quello della creazione di un flusso migratorio di orde di disperati da sradicare dai luoghi della loro cultura, della loro tradizione e dalla loro storia per proiettarli nei paesi ex sviluppati allo scopo di moltiplicare il numero degli schiavi a buon mercato ed affrettare lo smantellamento dei diritti del lavoro. E’ solo buonismo peloso che non disdegna per il conseguimento dei suoi fini “ ancorché temporaneamente l’uso delle armi”, come ama ricordarci l’attuale ministro degli affari esteri. A copertura di tale schema è stato montato il pregiudizio antirazzista, elevato a nuova religione laica dai partiti al soldo delle centrali mondialiste e dagli organi di informazione di regime. E non è un caso se i globalizzatori hanno posizionato a presiedere la Camera dei Deputati la signora Laura Boldrini, che nel portare avanti il programma di destabilizzazione mondiale può vantare un curriculum vitae di tutto rispetto. Analizzare le complicità della Boldrini con le guerre umanitarie dell’ONU rende ancora più attuale questo pezzo di Giorgio Gaber, e ci aiuta notevolmente a capire come stanno realmente le cose. 


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