lunedì 8 settembre 2014

Questo negretto è alquanto pericoloso



All’inizio fu innamoramento. I politicamente corretti sguazzavano in brodo di giuggiole. Un po’ perché democrat, un po’ perché negretto. Aveva tutto per piacere, aveva tutto per essere emulato. Qualche bischero di casa nostra ne copiò pure lo slogan elettorale, qualcun altro ne appiccicò la foto sul retro del telefonino. Qualche coglionaccio estero lo insignì addirittura del premio Nobel per la pace. E questi sono i risultati di un rincoglionimento di massa portato avanti da tempo immemorabile. Come se un negretto democratico quale  Obama non possa  essere stronzo come un bianco repubblicano quale Bush. Non occorre essere dei gran geni per rendersi conto che i politici statunitensi appartengono a due grandi categorie. Sulla destra abbiamo i neocon i quali vivono nella certezza che gli USA debbano governare l’intero pianeta, obbiettivo chiaramente da raggiungere più facilmente con le cattive che non con le buone maniere. Campione di questo schieramento è il senatore repubblicano John Mc Cain. Sulla sinistra abbiamo i paladini della teoria della responsabilità di proteggere. I quali si caricano sulle spalle l’onere di difendere i diritti umani sull’intero pianeta, con interventi militari che di umanitario ovviamente hanno ben poco. Capopopolo di questa fazione è la signora Samantha Power ambasciatore USA all’ONU. Come detto sopra non occorre essere dei gran geni per capire che seppur partendo da posizioni differenti, neocon e responsabili, condividono obbiettivi e mezzi. Che portano inevitabilmente alle nefaste conseguenze di guerre e distruzioni. Sarà un caso, ma ovunque nascono rivoluzioni colorate ha precedentemente battuto il terreno il senatore Mc Cain. Oggi si fa un gran parlare dei tagliagole dell’ISIS. Ma attenzione perche sono gli stessi agenti coperti della CIA con cui il suddetto senatore intratteneva cordiali rapporti in Siria. Ma guarda le coincidenze !!!! La signora Samantha Power in sede ONU sosteneva a suo tempo la necessità di bombardare la Siria per dare una mano a quella che prima si chiamava opposizione responsabile ad Assad ed oggi ISIS.  Che l’ISIS sia roba yankee è evidenziato dalle stesse dichiarazioni di Obama ( il negretto buono)  quando afferma che “ la mia priorità è assicurarmi che le posizioni guadagnate dall’ISIS in Iraq siano riportate alla situazione precedente …” . Che tradotto significa  giù le mani dal petrolio irakeno, che è roba nostra, voi limitatevi a fare il lavoro sporco in Siria per il quale tanto abbiamo speso. Ed infatti adesso ha costituito l’ennesima coalizione di volenterosi per bombardarli e ricacciarli in Siria a completare il lavoro per il quale sono stati addestrati e pagati. Lì potete tagliare teste, mangiare cuori e stuprare a volontà, che nessuno vi dirà niente. Tutt'altro.  E’ del tutto evidente che la strategia USA ha come scopo il creare il caos per poi organizzare missioni umanitarie e rapinare le risorse locali. La stessa strategia è applicata in Europa con la vicenda Ucraina. Obbiettivo è la rottura di partnership economiche e commerciali tra Europa e Russia. Si portano avanti sanzioni che inizialmente dovrebbero danneggiare il popolo russo ma che a cascata si riverseranno su tutta l’Europa. E’ la solita guerra asimmetrica che prevede la creazione del bau-bau di turno. Ieri Al Qaeda, Ghedaffi, oggi l’Isis e quel cattivaccio di Putin che con l’adesione ai BRICS cerca di contrastare il modello liberista e finanziario degli USA. In questo suo disegno, il negretto, sta trovando l’avallo dei politici europei asserviti che già minacciano nuove sanzioni, interventi armati e risoluzione di accordi commerciali. E mentre fanno il ruggito del topo con Putin si apprestano a firmare il TTIP per la creazione del mercato unico occidentale. In pratica la NATO economica. Ed allora si che saremo veramente persi. Intanto se in Italia siamo governati da un ex sindaco spara balle che ignora i problemi della Nazione ma nel contempo  va a S. Rossore a giocare al boy scout, si tira secchiate d’acqua gelata in testa e posiziona il carrettino dei gelati a Palazzo Chigi, la nostra ultima speranza risiede nelle milizie della Novarussia. Le uniche che oggi difendono l’ Europa dall’occidente. 


Commiato
Questo è il pezzo che da un po’ di tempo era fermo sul mio pc, in quanto contingenze strettamente personali mi impedivano una sua riorganizzazione, approfondimento e pubblicazione.  Seppure incompleto, a seguito dell’uscita del post riguardante l’appello di Pravy Sector, ho ritenuto di portarlo all’attenzione pubblica in quanto ultimo mio contributo a questo blog. Inutile sottolineare che l’appello sopra citato niente ha da condividere con quelli che furono i principi ispiratori del MDAP.  Basta leggere sulla home page in alto a destra ” Ognuno di noi si porta dietro la storia delle sue appartenenze. Nel bene e nel male. Ma di questo retaggio non vogliamo rimanere prigionieri.” Basta andarsi a leggere i primi due articoli datati 23 marzo 2009 e 24 marzo 2009 dai titoli “E’ finalmente giunta l’ora di seguire la nostra via…. La terza"  “ Al di la della destra e della sinistra “; in cui venivano spiegate chiaramente le future linee d’azione. L’appello di Pravy Sector è un tuffo nel passato, reminiscenza di una destra patriottarda che in realtà è sempre stata al servizio dell’atlantismo. E come ignorare che anche nel caso Ucraina i “questuanti” ricoprono il ruolo di utili idioti al servizio dell’espansionismo USA. Ricorrere a temi quali antifascismo o anticomunismo, destra o sinistra è pratica che non mi manda più il sangue alla testa e sopratutto  non potrà più essere usata per trarre in inganno. Perché  quelle sono trincee abbandonate, perchè il fronte è andato avanti, perchè oggi il vero nemico viene da ovest.  La cosa la spiegò con mirabili parole Beppe Niccolai, con un pezzo pubblicato su l’Eco della Versilia, in cui illustrò la differenza tra Europa ed occidente.  Non conosco le motivazioni perché l’amministratrice del blog abbia assunto una tale linea; rimane soltanto la presa d’atto ed il rispetto di tale scelta con la inevitabile e conseguente decisione di abbandonare. Un ringraziamento ed un caro saluto a tutti quelli che hanno condiviso questa avventura, con la certezza che non si concluderà con oggi.
Ad majora.

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