martedì 11 marzo 2014

Parità di genere e pinocchietti



Due notizie in questi giorni mi hanno particolarmente colpito. La prima è la parità di genere. E questa proprio mi mancava. E’ da parecchi giorni che giornali e canali televisivi ci stanno martellando con quello che sembra il problema dei problemi. Nel mondo reale la crisi continua tranquillamente nel suo percorso di distruzione, al di là delle rassicuranti statistiche governative. I disoccupati, giovanili e non, aumentano di giorno in giorno. I suicidi per disperazione, al fine di non turbare il clima da paese delle meraviglie che l’ascesa di Renzi ha imposto alla Nazione, sono stati tolti dalle prime pagine. Il debito pubblico è inarrestabile e la Nato con la sua politica espansiva ci sta portando alle soglie di un conflitto mondiale. Insomma di argomenti veri ce ne sarebbero. Ed invece no. Ci instupidiscono con la parità di genere. Adesso poi che le “quote rosa” non sono passate ci tocca pure sorbirci le rampogne della velleitaria presidentessa sessista Boldrini. E’ stupefacente come esista una lobbie delle gonnelle. A farne le spese lo stesso Paolo Barnard, cacciato in malo modo dalla trasmissione “La gabbia” per aver scritto tra l’altro che  “ Così come meritano gli uomini al 99%. Solo che se si scrive che gli uomini sono al 99% dei porci disumani o troppo stupidi per esistere nessuno dice nulla. Se lo dici delle donne … Uhhhhhhhh “. Ed infatti è stato buttato fuori. Ma la colpa mica è delle donne. E’ dei pennivendoli di regime che agitano falsi problemi: Perché suvvia che cazzata è mai quella della parità di genere all’interno di questa legge elettorale. Quasi come ci dovessimo sentire tranquillizzati per il solo fatto di sapere che i nominati sono pedissequamente al 50% maschi ed al 50% femmine. Il problema vero è che la nuova legge elettorale è assai peggio del tanto criticato “porcellum”. Innanzi tutto perché nasce a seguito di una sentenza della Corte costituzionale che il nuovo articolato ignora bellamente. Sai che differenza se i nominati diminuiscono di numero. Sempre nominati rimangono. C’è poi la questione degli sbarramenti che non daranno rappresentatività a milioni di elettori; non solo. Ma se gli stessi elettori sprecano il loro voto indirizzandolo verso una forza politica che non supera lo sbarramento, e la stessa è inserita in una coalizione, quegli stessi voti ritenuti inizialmente inutili servono comunque per fare eleggere deputati mai votati perché espressione del partito chioccia della coalizione stessa ( FI o PD) che si pappa tutto il pappabile. Insomma milioni di voti certificati che non conteranno niente; quando con poco più di due milioni di voti farlocchi  raccattati alla farsa delle primarie del PD Renzi si è preso la presidenza del Consiglio. Ma queste assurdità vanno occultate ed allora ci vengono a stordire con l’ipocrisia delle quote rosa. Che poi mica sono tanto democratiche. Che significa 50 e 50. Ma scusate, e quelli tipo Scalfarotto dove li posizionate? Nelle quote azzurre ? Nelle quote rosa? Suvvia siate seri. Se volete fare le cose per bene occorre un’altra categoria di genere. Dai certificati anagrafici state sostituendo l’identificativo madre e padre con genitore 1 e genitore 2 . Proprio per non mettere in imbarazzo finocchi e lesbiche e al contempo gli volete negare una propria categoria protetta in Parlamento? Ma signori miei questo è sessismo della peggiore specie. Come direbbe l’ossessionata presidentessa Boldrini.
La seconda notizia che mi ha fatto sobbalzare è stato il congresso di Fratelli d’Italia. Non tanto la vicenda congressuale in se per se. No, quello che mi ha un po’ disturbato è il tono da ultima crociata con cui l’On. Meloni si è scagliata contro l’euro. Con l’approssimarsi delle elezioni europee, forse per la prima volta dalla sua istituzione, si aprirà un serio dibattito sulla funzione del più inutile organo di rappresentanza mondiale rappresentato dall’europarlamento. Ed inevitabilmente ci sarà da discutere di questo mostriciattolo rappresentato dall’UE e dal suo strumento di distruzione di massa rappresentato dalla moneta di debito comunemente conosciuta come euro. In questi ultimi anni ci hanno ossessionato con il mantra del “ ce lo chiede l’Europa”, ed abbiamo imparato a conoscere il significato di porcate come il trattato di Lisbona, il MES, il Fiscal Compact ed il pareggio di bilancio in Costituzione. Ed ancor più, in termini di salasso economico, ne approfondiremo le conseguenze appena passato il 25 maggio. Ecco, il problema è proprio questo. In previsione della chiamata alle urne si comincia ad imbrogliar le carte. Ci si rende conto dei danni fatti dall’austerità, e sperando nella memoria corta degli italiani, chi più chi meno, rivendica uno spiraglio di sovranità. Passando da quella promessa di Renzi dello sforamento del fatidico 3%, alla  velleitaria minaccia della Meloni di uscire dall’euro. Chiariamo una cosa. Non è che le porcate di cui sopra ci sono state imposte con la forza dalla Merkel o da Mario Draghi. Le porcate di cui sopra sono state approvate dai parlamentari italiani. Passando dall’unanimità accordata al trattato di Lisbona, a maggioranze bulgare in occasione di Fiscal Compact e pareggio di bilancio. Oggi la Meloni si scaglia contro questa costruzione europea. Incuriosito mi sono andato a vedere cosa  faceva ieri la Meloni contro questa stessa Europa. E qui c’è da rimanere di stucco.  Degli attuali deputati di Fratelli d’Italia ben 5 erano presenti anche nella passata legislatura: Meloni Giorgia, Rampelli Fabio, Cirielli Edmondo, Corsaro Massimo Enrico, La Russa Ignazio.  In occasione della seduta che ha poprtato all’approvazione del Fiscal Compact in ben 4 erano assenti. Tanto si trattava di discutere di bazzecole. E Rampelli Fabio, l’unico presente ha votato a favore, appecorandosi alla volontà germano centrica secondo il Melonipensiero di oggi. http://parlamento16.openpolis.it/votazione/camera/trattato-sul-fiscal-compact-ddl-5358-voto-finale/39320 Tanto meglio non è andata in occasione dell’approvazione del pareggio di bilancio in Costituzione. Stavolta di deputati ne mancavano soltanto tre, in compenso Meloni Giorgia e Rampelli Fabio, presenti in aula, ancora una volta hanno votato si; dimostrandosi docili strumenti nelle mani dell’oligarchia eurocrate. http://parlamento16.openpolis.it/votazione/camera/pareggio-di-bilancio-in-costituzione-tu-ddl-c-4205-abb-a-voto-finale/37608 Se siete eurocretini bevetevi tutto quello che vi raccontano, ma se l’Europa così come l’hanno costruita, con la sua moneta a strozzo e le sue regole folli vi sta un minimo sullo stomaco, non abboccate. Forze di destra e di sinistra cercano solo di pescare nel malcontento per assicurarsi uno scranno nell’europarlamento, poi alla prima occasione confluiranno nelle coalizioni elettorali nazionali guidate rispettivamente dal partito di destra e di sinistra della BCE ( FI e PD) . Ci hanno rovinati e ci passano davanti fischiettando fingendo di non avere niente a che fare con lo scempio che ci circonda. Fratelli d’Italia, lista Tsipras e qualche altro sfigato sono soltanto carta moschicida a cui dovrebbero rimanere appicicati i soliti babbei. 
L’euro e l’UE vanno combattuti, ma seriamente.


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