martedì 24 giugno 2014

ma l'Italia ce la farà ?



Gaetano è un ragazzo sportivo. Pratica surf, calcio, tennis e quant’altro che non so. Ieri ci siamo visti e mi ha chiesto “ ma pensi che l’Italia ce la faccia ?”. In un momento di rincoglionimento e di distrazione di massa come questo, in cui tutta l’attenzione è sui mondiali di calcio e marginalmente su qualche episodio di cronaca nera,  pensando alla sua frenesia atletica, ho creduto che si riferisse alle gesta pedatorie degli “etici” atleti di Prandelli. Al che gli ho risposto che non sto a perdere tempo nel seguire 11 miliardari in mutande che prendono a calci una palla di cuoio piena d’aria. Ho altro da fare. Allora, Gaetano, mi ha corretto. Non stava parlando della nazionale di calcio ma la sua domanda era rivolta all’Italia nazione. E mi ha ripetuto “ ma pensi che l’Italia ce la faccia a risollevarsi ? “. A questo punto il discorso si è incanalato su argomenti seri. Non sui problemi fisici di De Rossi o sulle alchimie tattiche che dovrebbero disegnare i moduli di gioco. Diciamo subito che la risposta alla domanda di Gaetano è stata negativa.  L’Italia inserita in questo contesto non ce la può fare. Immaginiamo la Nazione come un treno lanciato a folle corsa su un binario verso un baratro. Non possiamo interferire sui comandi posti sul locomotore, in compenso possiamo aprire un acceso dibattito tra chi vuole il finestrino aperto e chi lo vuole chiuso, tra chi non vuole bagagli tra i piedi e chi si ostina a tenerli a portata di mano perché dentro ci sono le merendine per i bambini, e si sa che i bambini quando poi hanno fame levano di sentimento. E mentre si accendono queste discussioni il treno va, verso il baratro. Questa è l’Italia di oggi. Non detiene più gli strumenti per decidere il proprio futuro, in compenso c’è un grande battage ed istupidimento di massa, appoggiato da tutti gli organi di (dis)informazione sulle epocali riforme del rottamatore. Rottamatore che ci viene rappresentato come il trionfatore delle ultime elezioni europee. In ogni intervento, in ogni comparsata televisiva i suoi cloni ci raccontano che loro hanno preso oltre il 40% dei consensi. E questa è una gran balla. Perché il 40% va rapportato agli elettori effettivi andati ai seggi, che hanno rappresentato circa il 50% degli aventi diritto. Quindi le mirabolanti percentuali vanno a dimezzarsi. In pratica su ogni 10 italiani, aventi diritto di voto, solo 2 hanno accordato la fiducia all’ex sindaco di Firenze. Sai che risultato travolgente!!! Chiaramente tutti stanno al gioco, perché se per il PD non di trionfo si tratta, e quindi non ha un gran ché da sorridere, tutti gli altri hanno solo da piangere.   Da quando siamo sotto il tiro delle consorterie massonico finanziarie di Strasburgo non passa giorno che non ci venga ricordato come siamo brutti e sporchi. Siamo il paese della corruzione, dell’evasione, del pressapochismo. Suvvia, se vogliamo stare in società dobbiamo darci una rassettata adeguandoci ai parametri dei virtuosi paesi nordici. Da qui i famosi compiti a casa. A parte il fatto che nessuno ha mai ricordato a questi maestrini che l’Italia pur essendo terra di corrotti ed evasori con il suo enorme debito pubblico è stata la 5° potenza mondiale mentre oggi fa parte del poco invidiabile club dei maiali d’Europa. Ed allora qualcuno potrebbe pure chiedersi cosa è cambiato nel frattempo. E ragionando, ragionando si potrebbe scoprire che nel frattempo stiamo pagando il conto per il famoso divorzio tra Tesoro e Banca d’Italia, costringendoci da allora a ricorrere al mondo dell’usura comunemente camuffato con il nome di mercato; che nel frattempo ha preso corpo l’UE e siamo entrati nell’euro. Ma guai a fare queste semplici constatazioni. No, no. Meglio dire che siamo gentaccia, come ce lo ricorda quotidianamente l’inquilino del Quirinale ed i vari primi ministri che a rotazione vengono nominati e dismessi dai padroni d’oltralpe. Ed a questo proposito va osservato che l’ultimo prescelto mal si adatta ai canoni rigoristi germano centrici. Renzi è un gran bugiardo e nelle terre teutoniche avrebbe retto un sol giorno. Renzi è un bugiardo perché affermò, quando ancora era sindaco, che mai avrebbe accettato un’incarico da primo ministro se non passando attraverso una investitura elettorale. Bhé sappiamo come è andata a finire. Lanciò il famoso astag –stai tranquillo Enrico- ed in un battibaleno silurò il compagno di partito sostituendosi ad esso. Di investiture elettorali, malgrado la boutade delle europee, ancora non se ne sono viste. Renzi, in primo grado, è stato condannato dalla magistratura contabile per danno erariale. Sino a condanna definitiva l’imputato è ovviamente innocente, ma qui esiste una questione di opportunità politica. Nella Germania, terra di riferimento, si arriva alle dimissioni soltanto per aver copiato una tesi di laurea, immaginiamoci un pò con il sospetto di aver fatto dei danni con il pubblico denaro. Renzi è un furbettino. Si faceva pagare l’affitto di casa da Carrai. Il quale non era un benefattore ma soltanto un imprenditore che teneva in casa, gratis, il sindaco della città in cui faceva affari. Ancora questione di opportunità. Ma ovviamente di compiti a casa se ne parla soltanto per il popolo. La realtà è che Renzi è una testa vuota, un contenitore che i poteri che lo hanno insediato penseranno a riempire con quello che a loro necessita. L’esecutivo Renzi è la squadra perfetta per la realizzazione di quello che l’Europa vuole. Ed eccole le spettacolari riforme. Via le Province. Mica vero. Via soltanto i consigli provinciali, e basta! Via il Senato, fa perdere tempo. Mica vero. Il lodo Alfano, il Fiscal Compact, il pareggio di bilancio in Costituzione , la riforma Fornero hanno attraversato le aule di palazzo Madama con la velocità di un lampo. Ma oggi dicono basta con il Senato votato dai cittadini in cambio di un Senato del regno. Senatori nominati dal Quirinale, da regioni, province e comuni. Il bello che le stesse forze che appoggiano il monocolore renziano sbraitavano contro il cosiddetto “porcellum” ed oggi si apprestano a dare un ulteriore taglio alla partecipazione democratica dei cittadini. Spettacolari riforme che ricordano tanto il programma di Licio Gelli. Oh certo, poi abbiamo la ganzata del 730 spedito preconfezionato a casa. Non vi azzardate però a modificarlo perché non solo sarete oggetto di verifica fiscale ma non verranno velocemente rimborsati i crediti fiscali. Dovrete farne richiesta all’agenzia delle entrate. Alla faccia della semplificazione. Il rottamatore, questo stakanovista delle riforme è un gran racconta balle. Come quella del rimborso dei debiti della pubblica amministrazione . Aveva programmato il pagamento entro giugno, poi settembre per slittare ad ottobre, no forse nel 2015 ….. e mentre se ne è persa notizia tanto sapeva benissimo che era un’ulteriore balla,  arriva dalla tanto amata Europa l’avvio della procedura d’infrazione che ci costerà se entro due mesi non saranno sistemate le cose una sanzione che si aggirerà tra l’8% e 10% del dovuto . In soldoni una cifra che oscilla fra i 6 e 8 miliardi. Nel frattempo il ministro delle finanze, tuona che bisogna abbassare il carico fiscale  http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/21/fisco-padoan-urgente-abbassare-le-tasse-guardia-di-finanza-scopre-3mila-evasori/1035316/  ed infatti presto verrà varata la riforma del catasto con esponenziale rivalutazione dei valori degli immobili. Così da poter avere una super IMU e super TASI. Andando a vedere tutte le iniziative del governo del venditore di pentole fiorentino c’è molta aria fritta ma ben poca sostanza. Se per sostanza si intendono le azioni che possano far crescere la domanda e diminuire la disoccupazione. Ma, caro Gaetano, non esistono soluzioni a questi problemi rimanendo nella gabbia dell’UE e dell’euro. Un governo collaborazionista non lo potrà mai ammettere, e cercherà di sopravvivere con annunci mirabolanti accompagnati da qualche slide. Finché ce la farà.

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